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24 ottobre 2013

SPORT& DONNE: Susanna Cicali campionessa di canottaggio

Susanna Cicali classe 1992, è un fenomeno sportivo e di bellezza in piena esplosione. I risultati ottenuti nella canoa, che pratica da 12 anni, testimoniano che è pronta a scrivere un pezzo di storia dello sport italiano nel mondo. Susanna è in Nazionale dal 2007, tanto che oggi la canoa per lei è un lavoro a tempo pieno. Medaglia d’oro ai mondiali del 2008 specialità maratona (24km), argento ai mondiali stessa specialità nel 2010, due medaglie d’argento agli europei di velocità 2009 (500m)- 2010 (500m), due medaglie di bronzo ai campionati europei di velocità 2010 (200m)-2008 (1000m), medaglia d’oro specialità maratona agli Europei di Vila Verde, in Portogallo, lo scorso giugno (2013). 17 titoli italiani tra velocità e maratona, 24 in totale.

Un successo nello sport che già si affianca alle prime importanti esperienze nel mondo televisivo, come ospite a trasmissioni radio-video (RAI, SKY ecc) e soprattutto legate all’importante riconoscimento ottenuto nel 2011, quando ha vinto al primo colpo il titolo di Miss Italia Sport, assegnato nell’ambito del concorso italiano di Miss Italia a Montecatini. Si era presentata per gioco alle selezioni e si è ritrovata in finale, vincitrice a 19 anni di una fascia  che sembra creata apposta per lei, dato che è stata assegnata lo scorso anno per la prima volta per premiare il mix di sport e bellezza. Susanna è nata a Firenze e vive a Bagno a Ripoli (FI), viene da una famiglia dove la canoa è scritta nel DNA, il papà, il fratello, la sorella tutti atleti di livello della canoa. La cosa che colpisce di più è che assieme all’amore per la pagaia è circolato lo spirito distintivo della migliore concezione dello sport: la determinazione, la correttezza, la tenacia la visione positiva della vita che ti fa affrontare le difficoltà come una sfida; nel caso di Susanna con una freschezza e un modo diretto di relazionarsi che conquista immediatamente. Da una campionessa come lei un’affermazione colpisce particolarmente: quando racconta che fra le gare che ha amato di più ce ne sono un paio in cui è arrivata nona e decima. Stupiti? No. Aveva ottenuto il risultato migliore possibile, cioè superare i propri limiti, “… dimostrando a se stessi e agli altri che il tuo corpo è un alleato della tua volontà di raggiungere un obiettivo”.
Ufficio Stampa
joydis srl
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19 ottobre 2013

MARADONA “Non sarò mai un uomo comune”. 11 dvd dedicati al miglior calciatore di tutti i tempi

Maradona è tornato in Italia per presenziare alla presentazione della collana di dvd sulla sua storia, realizzata con il giornalista Gianni Minà.
L'opera - MARADONA “Non sarò mai un uomo comune” - presentata a Milano nella sede della Gazzetta dello Sport, comprende 11 dvd, ed è in edicola con La Gazzetta dello Sport dal 18 ottobre.
Questa completa ed esclusiva iniziativa editoriale racconta tutta la vita di Diego, conosciuto universalmente come il Pibe de Oro, dagli esordi in Argentina, ai primi anni con il Napoli, allo storico primo scudetto, al trionfo di Messico ’86, con tutti i successi e le cadute del più grande calciatore di tutti i tempi.
Il primo DVD, “La verità di Diego”, contiene il video con l’ultima straordinaria intervista inedita di Gianni Minà a Diego Armando Maradona, girata nel 2013 a Dubai.
Nel dvd, Maradona parla dell’esperienza alla guida della Nazionale argentina, il nuovo calcio dei top player, il suo pensiero su un mondo del calcio in crisi di onestà, la nuova avventura negli Emirati Arabi e le altre vicende legate alle più recenti stagioni della sua vita, descrivendosi come un uomo “trasparente, diretto e non comprabile”.
Diverse stagioni della sua vita e della sua carriera vengono raccontate da Gianni Minà, che per tanti anni ha avuto il privilegio di frequentare Diego Armando Maradona non solo come cronista di calcio e di sport, ma seguendo il campione anche nella sua vita privata.
Ad arricchire la raccolta ci sono anche le partite e i gol del campione dall’archivio della “Domenica Sportiva”, con le cronache, divenute cult, del grande calcio del Pibe de Oro.
La Gazzetta dello Sport al termine della collana MARADONA “Non sarò mai un uomo comune” pubblicherà anche un libro: “Maradona, il sogno di un bambino” scritto da Stefano Ceci. Nel libro viene raccontata l’incredibile storia d’amicizia fra l’autore e Diego Armando Maradona, rivelando tutte le esperienze di vita, anche quelle più personali, che hanno vissuto insieme.

Gli 11 dvd della collana MARADONA “Non sarò mai un uomo comune”, sono in vendita a 10,99 euro oltre al prezzo del quotidiano, saranno in edicola con La Gazzetta dello Sport con questo calendario:

18 ottobre:  LA VERITÀ DI DIEGO Intervista esclusiva di Gianni Minà, Dubai 2013
28 ottobre:  UNA VITA DA GOL I primi anni in Italia e il trionfo nel Mondiale messicano
4 novembre:  EL PIBE DE ORO e il primo scudetto di Napoli
11 novembre:  NOTTE PER UNO SCUDETTO Con le grandi voci e la musica di una città
18 novembre:  IL NAPOLI DI DIEGO CONQUISTA L’EUROPA
(e cancella la beffa del Milan di Sacchi)
25 novembre:  FESTA PER UN ALTRO SCUDETTO Quello del 1990
2 dicembre:  IL CALCIATORE DEL SECOLO ED IL SUO MONDIALE STREGATO
Italia 90: dalla vittoria sull’Italia alla sconfitta con la Germania
9 dicembre:  COL PIANTO IN GOLA Caduta, riscatto e sfregio ad un campione (USA ‘94)
16 dicembre:  MARADONA C’EST MOI Fra pallone d’oro e Raffaella Carrà
23 dicembre:  “MAESTRO ISPIRATORE DI SOGNI” Bilancio di una vita spericolata
30 dicembre:  “NON SARÒ MAI UN UOMO COMUNE” La seconda vita di un mito

Per altre informazioni sulla collana potete visitare il sito www.gazzettastore.it
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31 ottobre 2012

ALEX ZANARDI A GQ: «VINCERÒ ANCHE A RIO 2016, CHE IMPORTA SE AVRÒ CINQUANT’ANNI»

«Comunque, voglio dirle una cosa: io, a Rio, ci sarò. Sì, certo, me lo dovrò guadagnare, ma ci sarò. E se ci vado, non è per vedere la spiaggia. Sa come si dice nel nostro ambiente: dal secondo posto in giù è come le balle dei cardinali: non servono a niente, o almeno dovrebbe essere così». Sandrino Zanardi detto Alex, pilota nella prima vita e successivamente scrittore, conduttore tv e oro paralimpico di handbike, inizia a raccontarsi così nell'intervista di Carlo Verdelli per il mensile GQ - che gli dedica la copertina - in edicola dal 31 ottobre. Lei ha appena fatto 46 anni. Le Paralimpiadi di Rio sono nel 2016. Pensa sul serio di poter essere ancora competitivo a 50 anni, con tutto quello che ha passato? Di poter spingere la sua handbike più forte di un ragazzo di venti o di trenta? «Sì, io tiro come una bestia». Zanardi ha vinto il titolo italiano di handbike, sbancato Londra, trionfato alla maratona di New York con il record del percorso: un’ora, 13 minuti e 58 secondi per i 42 chilometri e rotti più famosi al mondo, toccando punte di 70 all’ora giù dal ponte di Verrazzano. Un record così pazzesco che gli organizzatori hanno pensato bene di escluderlo dalla prossima edizione. Potrà iscriversi solo chi ha un personale di un’ora e 25. «Dicono che è per ragioni di sicurezza,
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18 aprile 2012

Alessandro Del Piero svela il suo futuro a VANITY FAIR

L’unica certezza nel futuro sportivo di Alessandro Del Piero - a cui Vanity Fair dedica la copertina del numero in edicola il 18 aprile -  è che dopo il 30 giugno, data di scadenza del suo contratto, lui continuerà a giocare. S’intitola Giochiamo ancora anche il suo libro, un diario intimo che uscirà in libreria il 24 aprile e che Vanity Fair ha letto in anteprima. Il suo libro inizia con la domanda di un tema delle elementari: «Cosa farò da grande?». E ancora oggi, a 37 anni, continuano a chiederglielo. «Allora non ebbi il coraggio di scrivere: il calciatore. Mi vergognavo del mio sogno, perché non mi sembrava un lavoro vero. Dissi che sarei stato elettricista come mio padre Gino, oppure camionista, o cuoco. Oggi, a quella domanda, posso rispondere che le mie partite non sono finite». Ha imparato a essere orgoglioso del suo sogno. «Sì, perché – come ho scritto nel libro – io non sono quello che pensano di me un allenatore o un presidente, io sono quello che dimostro di essere, sono quello che io stesso penso di me. Per primo saprò quando dovrò smettere, ma non ancora: la mia passione per il gioco è troppo viva». Ha scritto di non aver pianto, come avrebbe voluto, per la morte di suo padre. «Ho il rammarico che non abbia conosciuto i miei figli, il dispiacere di non avergli detto “ti voglio bene” qualche volta di più. La sua morte è il dolore più grande della mia vita». È cresciuto in una famiglia «che guardava alle mille lire». «Non eravamo poveri, ma dovevamo fare economia. Il senso della parsimonia mi è rimasto.(...) Oggi sono uno di quei bambini che può comprarsi tutti i giochi che vuole, ma tanto il suo preferito resta il pallone». Dica la verità: avrebbe preferito finire la carriera alla Juve. «Era quello che sognavo. Questi vent’anni sono stati ricchi di emozioni, con momenti straordinari e a volte duri: ho provato il brivido di scrivere quasi tutti i record bianconeri. Ormai però le cose sono cambiate». Saranno cambiate, ma ultimamente ha fatto grandi gol, il pubblico la osanna. Come definirebbe questa ultima stagione? «La più complicata della mia vita, perché mi ha messo di fronte a una realtà che non avevo mai conosciuto: la realtà di chi gioca poco o niente. Nessuno pensa di meritare l’esclusione, e per quanto io abbia sempre pensato che se gioca un altro vuol dire che se lo merita, questo non significa rinunciare a lottare per conquistare quel posto». Come ci è rimasto quando Andrea Agnelli, già in ottobre, ha annunciato che lei non avrebbe fatto parte della Juventus nel 2013? «Mi ha sorpreso. Ma un capitano non deve mai dimenticare i suoi doveri e quello che rappresenta. La Juventus è impegnata al massimo per vincere campionato e Coppa Italia. Non abbiamo bisogno di polemiche, che del resto non hanno mai fatto parte della mia carriera». Ma davvero sarà il suo ultimo anno in bianconero? «Dal 30 giugno sono senza contratto. Non so immaginare il mio futuro, è un cambiamento enorme e un po’ mi spaventa, perché sarebbe come andare via di casa una seconda volta. Ma lo vivo come i videogiochi che mi piacevano da ragazzino: un nuovo livello da superare». Conosceva Piermario Morosini? «Davanti a una morte così assurda provo un senso di sgomento: la storia personale di Piermario rende questa tragedia ancora più inaccettabile, ci fa riflettere su quanto relativi siano i problemi di tutti i giorni, e quali realtà di vera sofferenza ci circondino. Non conoscevo Piermario ma tutti lo ricordano come un giovane buono, capace di superare le difficoltà della vita anche attraverso il calcio. Lo sport che, per tutti noi che ne viviamo, dovrebbe essere sempre e solo gioia condivisa in campo».

fonte | www.mavico.it
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2 marzo 2012

SU GQ I CINQUANTA SEGRETI DI PATO

Pato come non l'avete mai letto. Il centocinquantesimo numero di GQ, in edicola in questi giorni, propone un ritratto inedito del calciatore milanista attraverso i suoi cinquanta “segreti”. Ne anticipiamo dieci, scopritene altri 15 sul sito di GQ . Tutti i “segreti” di Alexandre Rodrigues da Silva sul mensile in edicola.

- Una mattina del 2008 Pato ha detto a suo cugino, che gli faceva da autista: «Fa’ veloce, dobbiamo andare a Novara, che ho l’esame per la patente». Il cugino, ligio al dovere, schiacciò l’acceleratore e in meno di mezz’ora era al casello di Melegnano, direzione Bologna. Aveva sbagliato l’ingresso dell’autostrada. Pato ha dovuto aspettare un altro mese per ottenere la patente.
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20 febbraio 2010

Torah Bright: una modella sullo snowboard

Torah Bright, 24 anni, è la snowboarder australiana che ha vinto la medaglia d'oro nell'Halfpipe a Vancouver 2010.
La bella Torah è una delle snowboarder più famose al mondo, fama guadagnata grazie ai risultati, basti pensare che negli ultimi tre anni ha vinto il TTR World Tour, il Burton Global Open Series, la Nippon Open e il Campionato del Mondo Superpipe e lo scorso anno una medaglia d'oro agli Winter X Games.
Torah ha sempre avuto la passione per la neve, a 2 anni già sciava ma poi ha cominciato ad appasionarsi allo snowboard quando aveva 11 anni e da allora non è più scesa dalla tavola, infatti la sua bravura in pista è riconosciuta anche dai colleghi uomini.
Dal 1999 fa parte della squadra della ROXY, suo sponsor, con il quale collabora nelle creazioni di alcune linee d'abbigliamento a lei dedicate, si diverte anche a sfilare e fare foto promozionali dove sfodera tutta la sua sensualità e se volete vederne qualcuna fate un salto sul sito www.roxy-europe.com
Nella vita privata è ancora alla ricerca di un fidanzato, la cosa non è molto semplice visto che Torah è sempre in giro per gare ma soprattutto visto che è di religione Mormone il suo lui dovrà condividere i suoi ferrei principi morali.
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2 febbraio 2010

Shaun White: il Pomodoro delle piste da snowboard

Con quella faccia disegnata di lentiggini e i capelli rossi, cosa ci si poteva aspettare? Il physique du role dello scavezzacollo ce l’ha. Shaun Roger White, Flying tomato, pomodoro volante è il più grande rider in circolazione. Grande di fama e di risultati perché ha compiuto appena 24 anni a settembre.
OLIMPIONICO - Shaun è un altro di quelli che nati in riva all’oceano ha scelto di cavalcare invece che le onde, la neve. Proprio come la sua collega australiana Torah Bright, come lui idolo di migliaia di ragazzi che amano cavalcare le montagne. Giusto per non annoiarsi, d’estate, invece che inseguire la neve nell’emisfero opposto si dedica allo skateboard, non sia mai che resti troppo tempo con i piedi per terra. Il ragazzo della California non scherza, e due anni fa ai Giochi di Torino ha conquistato la medaglia d’oro nell’half pipe. Specialità che per lui è quasi una passeggiata.
RICCO - Oltre alla soddisfazione di comparire nell’albo d’oro olimpico c’è stata anche quella economica, grazie al milione di dollari che il suo sponsor Jack Burton, quello che in pratica ha inventato lo snowboard, gli ha elargito. Ma è stato il 2007 il suo anno d’oro, ha vinto tutto quello che poteva tra cui il Superpipe dei Winter X Games, il Burton Global Open Championship e il TTR Tour.
LA FAMIGLIA - Gira per il mondo tra evoluzioni sulla neve, è ricco e famoso ma alla famiglia è attaccatissimo. Ha una sorella, Kerri e un fratello, Jesse. Ed è proprio grazie al fratello Jesse che il Pomodoro è diventato volante. Sembra infatti che Shaun fosse l’ombra di suo fratello e così quando Jesse ha cominciato con lo skate, Shaun l’ha seguito. Stessa cosa sulla neve. Praticamente Shaun è cresciuto insieme al suo sport che raccoglie sempre più proseliti, soprattutto nel freestyle. E chi avrebbe mai immaginato che il ragazzo dai capelli rossi nato con un difetto cardiaco e operato tre volte al cuore sarebbe diventato il numero uno della tavola? Solo su Facebook ha diecimila fans, soprattutto ragazze ma lui è single, almeno così dice anche se c’è chi sostiene che abbia infranto un cuore per ogni pista. Ama il calcio e quand’era piccolo ci giocava anche e uno dei suoi sogni è venire in Italia a vedere una partita. Quando era a Torino per l’Olimpiade non ha fatto in tempo.
IDOLO - I ragazzi cercano di imitare il suo stile sia sulle piste che nell’abbigliamento, cosa che ha reso felici e ricchi i suoi sponsor. Possiede tre case e una Lamborghini e a chi gli dice che è fortunato risponde in maniera spiritosa: "Non credo che si tratti di fortuna. La fortuna è trovare molti soldi sul marciapiedi. Tutto quello che sono riuscito a fare fino ad ora è frutto di tanto lavoro e sacrificio". Oltre ad allenarsi e gareggiare White è anche un "collaudatore" che dà consigli tecnici su come migliorare le tavole. "Il mio più che un lavoro è una passione. Sì diciamo che si tratta di lavoro superdivertente. Però non parlatemi di fortuna. Se fossi fortunato pensate che avrei tutti questi capelli rossi?".

fonte: Gazzetta.it

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24 luglio 2009

Domani su SportWeek lo speciale su Michael Phelps

Dopo la rifinitura di Riccione lo "squalo" Michael Phelps è sbarcato a Roma per lasciare le sue impronte sui Mondiali di Nuoto.
Domani, proprio per celebrare il campionissimo di Baltimora, SportWeek dedica uno speciale a Michael svelandone vizi e virtù.
Nell'intervista si spazia dal caso marijuana alle sue passioni extra piscina come golf e poker fino al desiderio d'incontrare il Papa.
Insomma un numero da non perdere se si vuole sapere qualcosa in più di uno dei sicuri protagonisti di Roma 2009.
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22 giugno 2009

Matteo Manassero: la futura stella del golf italiano

Viso pulito da bravo ragazzo. Capelli a caschetto che lo fanno sembrare un po' retrò. Sguardo timido che nasconde un carattere d'acciaio. Lui risponde al nome di Matteo Manassero. E segnatevi questo nome perché di lui sentirete parlare.

Matteo ha 16 anni e un carico di aspettative che ora non può più disilludere. Perché, con una superba prestazione, si è aggiudicato la 114esima edizione dell'Amateur Championship, svoltasi nei pressi di Liverpool, diventando così è il più giovane vincitore di un Major Amateur (cioè un torneo per i dilettanti). Il primato precedentemente apparteneva ad un certo Tiger Woods che, però, quando vinse aveva quasi 18 anni.

Un ragazzo normale, con una vita normale e un talento delicato, ma impressionante. A tal punto da stupire anche lui. "Non credevo che questo potesse accadere - ha dichiarato il giovane Manassero - E' incredibile, è un sogno". Già, un sogno speciale per un ragazzo assolutamente normale.

Matteo frequenta il terzo anno del liceo scientifico e si divide tra i suoi doveri di studente, i suoi piaceri da adolescente e il suo dovere di campione. Tifa per il Milan e per Nadal e da grande sogna di poter giocare a golf. Anche se grande, Matteo, già si sente. "Ho cominciato a giocare a golf quando ero giovane" e forse grande, Matteo lo è davvero.

Del campione, del resto, ha tutto: grinta, entusiasmo e quella giusta dose di modestia che gli permetterà di conseguire grandi successi: "Mi è stato di grande aiuto Alberto Binaghi, responsabile della squadra azzurra maschile, che mi ha fatto da caddy: è stato prezioso soprattutto nella scelta dei bastoni e nel farmi mantenere la calma". Perchè, comunque, il piccolo grande Matteo, è e resta un ragazzo di 16 anni...

fonte: Eurosport
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6 luglio 2008

Pechino 2008: Dara Torres conquista la quinta olimpiade

L'età per lei non passa mai, il tempo sul suo fisico non attecchisce. Lei è Dara Torres, nuotatrice americana che entrerà nella storia come l'unica atleta del nuoto che ha partecipato a cinque olimpiadi, le sue prime quattro partecipazioni sono state: Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992 e Sydney 2000, vincendo 8 medaglie di cui 4 d'oro.
Dara ha 41 anni, un fisico incredibile, una figlia piccolissima ma una volontà d'acciaio, quello che ha fatto non è assolutamente da tutti visto che ha nuotato i 100mt stile libero in 53''78 lasciandosi dietro molte avversarie molto più giovani.
Un bell'esempio di longevità sportiva e determinazione, non possiamo che augurargli un grandissimo in bocca al lupo.
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30 marzo 2008

La leggenda del Surf senza un braccio

Proprio in questi giorni sulla piattaforma Sky stanno passando un documentario dove si parla della sua vita. Lei è Bethany Hamilton, oggi ha 18 anni ma a 13 anni era già una grande promessa del Surf visto che praticamente grazie a suo padre aveva cominciato a surfare ancora prima di camminare.
Ma in un brutto giorno del 2003, proprio mentre si stava allenando sul suo spot preferito, Tunnels Beach alle Hawaii, è stata attaccata da uno squalo tigre che le ha staccato il braccio sinistro. Fortunatamente nonostante la gravissima ferita Bethany è sopravvissuta. Ma nonostante il terribile incidente dopo solo 10 settimane di convalescenza lei torna in mare sulla tavola da surf, il resto è storia. Bethany è l'esempio vivente di chi nonostante una grave menomazione, se vuole, può eccellere nello sport. Oggi fa parte del team Rip Curl è gareggia nel circuito professionistico, negli USA è chiamata a partecipare in molte trasmissioni televisive, praticamente una leggenda.
Si vocifera, ma la notizia non è confermata, che le verrà dedicato un film tratto dal libro che lei stessa ha scritto sulla sua tragica avventura.

Se volete conoscerla meglio vi diamo un paio di indirizzi web:
www.bethanyhamilton.com
www.ripcurl.com/index.php?bethanyhamilton
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19 marzo 2008

Il Personaggio: Alessia Filippi - Nuoto

Alessia Filippi ha vinto la medaglia d'oro nei 400 misti femminili agli Europei di Eindhoven con il tempo di 4'36''68 e noi di TheSportVillage le dedichiamo questo post.

Alessia inizia a nuotare a 3 anni. Dai 6 ai 13 anni è allenata dal bravissimo e affezionatissimo Riccardo Pontani. Con lui si afferma a suon di vittorie in tutte le categorie giovanili. Nel 2000 passa in prima squadra all’Aurelia Nuoto.Con il suo club e in nazionale giovanile i successi sono sempre più importanti e per questo viene convocata in nazionale assoluta. La sua tecnica ed il suo talento la portano ad essere convocata per le olimpiadi di Atene 2004. Alessia si piazza 16^ nei 400 misti e fa una proficua esperienza anche in altre gare. Si impone a livello internazionale ai giochi del Mediterraneo del 2005 con l’oro nei 400 misti e R.I. e l’oro nei 200 dorso. Dopo 2 mesi è 5° nella finale dei 200 dorso ai mondiali di Montreal. Nel Dicembre 2005 Alessia cambia team. Si trasferisce nel centro sportivo della Guardia di Finanza.A Marzo 2006, agli assoluti di Riccione, Alessia è dirompente nelle sue prestazioni, tanto che la stampa la definisce “La Finanziera d’Assalto”. Pochi giorni dopo arriva l’argento nei 400 misti ai mondiali in vasca corta di Shanghai con il nuovo R.I. Dopo 4 mesi agli Europei di Budapest l’esplosione a livello Internazionale: Medaglia d’oro nei 400 misti con la 1^ prestazione Mondiale del 2006 e 4^ prestazione Mondiale all time. E’ la prima donna Italiana a vincere l’oro in un campionato Europeo. Tre giorni dopo arriva il bronzo con R.I. nei 200 misti. E la storia continua…

visita il sito di Alessia: www.alessiafilippi.it
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3 marzo 2008

Il procuratore in gonnella

In Italia, il calcio è considerato uno sport maschile e maschilista. A gestirlo sono sempre stati gli uomini sia nel ruolo di presidenti, che di avvocati, procuratori e addetti stampa. Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. Basta sfogliare la lista dei procuratori FIFA per notare alcuni nomi femminili. Una di queste donne è Marica Longini. Nata il 4 settembre 1974, a Maglie (Lecce), è l’unica agente FIFA ad essere presente ai principali eventi mondani che hanno luogo a Milano, ad essere invitata nei programmi televisivi in qualità di opinionista, a parlare nei convegni, a svolgere attività politica e… ad aver fatto un provino per il Grande Fratello. Inoltre, fornisce assistenza legale a personaggi del mondo dello spettacolo come Marco Milano e Franco Neri. Marica Longini è specializzata in contrattualistica e diritto penale. Con la sorella Elisa, giuslavorista, ha aperto uno studio legale a Milano ed è proprio questa attività ad occupare la maggior parte del suo tempo.

fonte: Affari Italiani
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25 febbraio 2008

Brittney Griner ... 15 anni ... 198cm ... gioca a basket

E' la più giovane giocatrice della storia che sia riuscita a schiacciare, lei è Brittney Griner, 15 anni, soprannominata Big Foot ed è alta 198cm. Visto che è americana con quell'altezza non poteva che giocare a basket, infatti lo fa per il suo liceo il Nimitz di Houston. La sua fama non è dovuta solo all'altezza ma sopratutto alle sue percentuali nei diversi fondamentali di gioco: 23 punti di media a partita insieme a 10 rimbalzi e sei stoppate ne fanno una promessa del basket che sicuramente rivedremo nella NBA femminile anche se al momento a contendersela sono tutti i college americani.

per vederla in azione guardate questo video
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28 dicembre 2007

Il personaggio: Mason Aguirre ... snowboarder

In questo post vi parliamo di uno degli snowborder di maggior talento del team Burton.

Mason Aguirre nasce il 10 novembre 1987 a Duluth nel Minnesota. Mason ha trascorso la sua infanzia a Duluth, dove ha imparato lo snowboard (a soli sei anni) da suo fratello Tyler. A soli 15 anni diventa professionista e i suoi genitori trasferiscono tutta la famiglia a Mammoth Lakes, in California, per favorirne la carriera. E' molto conosciuto per la sua corkscrewed 540. E' una stella del mondo snow tanto da essere sponsorizzato da numerose grandi aziende, molte delle quali non hanno nulla a che fare con lo snowboard. Attualmente è sponsorizzato da Burton (insieme con la sua sorella Molly), Smith, Ottica, SoBe, DVS, Windells, Fender Guitars, Mammoth Mountain, Valsurf, La Collezione, e RED. Mason fino a questo momento ha ottenuto grandi ricavi dalla sua professione, ma il suo atteggiamento non è assolutamente mutato, infatti è rimasto un personaggio molto umile.
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3 dicembre 2007

Denise Karbon

Dedichiamo questo post alla sciatrice azzurra che in questa stagione ha gia vinto due slalom giganti.

Denise Karbon (Bressanone, 16 agosto 1980) è una sciatrice alpina italiana.
Ha esordito in Coppa del Mondo di sci alpino nel 1998 a Bormio. Nel 1999 ha vinto la medaglia d'oro nello slalom gigante ai campionati mondiali juniores di Pra Loup.

Nello slalom gigante femminile ha vinto la medaglia d'argento ai mondiali di sci alpino 2003 e quella di bronzo ai mondiali di sci alpino 2007.

Ha conquistato il suo primo podio in coppa del mondo il 28 dicembre 2002 nello slalom gigante di Semmering classificandosi al terzo posto ed in Alta Badia ha conquistato la sua prima vittoria il 13 dicembre 2003, sempre in gigante, replicandosi nella vittoria nello slalom gigante di Sölden il 27 ottobre 2007 e in quello di Panorama il 24 novembre 2007. In totale ha conquistato nove podi in coppa del mondo, tutti in gigante.

Nonostante innumerevoli infortuni ai legamenti delle ginocchia e non solo, è spesso considerata e presa d'esempio come una delle massime interpreti stilistiche della disciplina che predilige, lo slalom gigante. Proprio a causa di questi infortuni, ha per lungo tempo sospeso o praticato in maniera discontinua lo slalom speciale, disciplina nella quale nei primi anni della carriera, fino al 2003, era riuscita ad entrare ben 10 volte nelle migliori 30, raggiungendo anche un decimo posto nel 1999. Dal 2006 ha ripreso una partecipazione piuttosto costante alle gare di coppa del mondo di questa disciplina, ma con risultati di assai scarso rilievo. A novembre 2007, nello slalom speciale di Reiteralm, in Stiria, ha ottenuto un 25.o posto interrompendo questa lunga sequenza negativa.

sito ufficiale: http://www.denisekarbon.it/

fonte: wikipedia
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28 novembre 2007

Sofia Boutella, athletic hip hop dancer

Girando sulla rete la si trova un pò dappertutto .... lei è Sofia Boutella,
sicuramente il grande pubblico l'ha notata nei video di Madonna del 2006. E' la ballerina ultra flessibile che in Hung up scende le scale sulla schiena.

Quindi le dedichiamo questo post ripredendone uno dal sito http://www.style.it/

Ventiquatro anni. Ballerina con un passato (agonistico) di ginnasta. Sofia Boutella ha lavorato negli ultimi anni con Jamiroquai, Gwen Stefani, Black Eyed Peas ma sono stati degli spot televisivi (Nike Women) e due video con Madonna (Hung up e Sorry) a fare di lei un hot name della danza.
Sofia è la ragazza sui cui contorsionismi alla scala si apre il video Hung up. Ed è la ballerina che nello spot Keep up (2005, Nike) sfidava due altoparlanti grondanti di musica hip hop a una gara di velocità. Vinceva lei, naturalmente.

Oggi Sofia si prepara a un tour mondiale con la star di Confessions on a dance floor ed è sulle tv di tutto il mondo con una nuova serie di spot (e iniziative) Nike Women.

Cosa c'è all'origine del tuo successo?
«Una ginnasta. Ho iniziato a fare danza classica quando avevo solo 5 anni. Poi sono passata alla ginnastica ritmica (sono stata anche nella nazionale francese) e sono rimasta legata a questa disciplina per molti anni. Infine, è arrivata la passione per l'hip hop. Su cui continuo a lavorare...»

Quando hai capito che volevi fare questo lavoro?
«Presto. Verso i 17 anni».

La tua arma segreta?
«Il fatto che ho saputo arricchire l'hip hop dei contorsionismi specifici della ginnastica ritmica. E delle mie emozioni, naturalmente. Vivo il ballo come un continuo lavorare su me stessa».

Guarda la gallery di Sofia su Eros Sport Blog
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20 novembre 2007

Rodney Mullen - la rivoluzione dello skateboard

John Rodney Mullen nasce a Gainseville, Florida il 17 Agosto del 1966. È uno dei più famosi skater del mondo. ha iniziato ad andare sullo skateboard il primo gennaio del 1977 dopo aver convinto il padre a patto che si mettesse le protezioni e che al primo infortunio avesse smesso. A soli tredici anni diventa professionista nella leggendaria Powell Peralta (fondata da Stacy Peralta). Ancora oggi va sulla tavola e mostra in tutto il mondo il suo talento.

Rodney Mullen è considerato colui che ha rivoluzionato questo sport. Fino agli anni settanta, lo skateboard, era praticato su discese in gare di downhill (stile che ancora oggi esiste) ma con l'avvento dello skater della florida lo stile di questo sport cambiò radicalmente. Dopo l'invenzione dell'ollie, (da parte di Alan Gelfand) Mullen invento, tra gli altri, il kickflip chiamato anche magic flip. Questo consiste nel saltare e far roteare la tavola sotto i propri piedi. Mullen ha inventato più di trenta tricks tra il 1979 e il 1992.

Il sito di Rodney Mullen: http://www.rodneymullen.net/
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17 novembre 2007

Quando la tavola è una passione: Shaun White

Shaun Roger White è uno snowboarder statunitense (San Diego, 3 settembre 1986) e fa parte del team Burton.
È stato campione olimpico nella specialità half-pipe a Torino 2006.
Nel 2002 esordì nei Winter X-Games nella categoria Snowboard HalfPipe e Big Air.
Nel 2003 vince nella categoria Slopestyle e Half Pipe sempre ai Winter X-Games, si ripete lo stesso risultato anche nel 2004, nel 2005 e nel 2006. Nell'ambiente viene ritenuto uno dei migliori snowboarder contemporanei, raccoglie consensi in tutto il globo, è conosciuto per tutto ciò che fa nelle sue discipline. Infatti è uno dei pochi atleti dell'estremo che è riuscito a conciliare la sua carriera da snowboarder in parallelo a quella dello skateboarder.

LInk al sito ufficiale: http://www.theshaunwhitealbum.com/
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La nuova stella della Pallavolo Italiana: Taismary Agüero

Con questo post vogliamo rendere omaggio sia alla nuova star della nazionale femminile di pallavolo che all'intero gruppo di ragazze che hanno trionfato nella World Cup 2007.
Si vede subito dal colore della pelle che Tai non è italiana ma cubana, è naturalizzata per via del matrimonio con un italiano.
Però da quando lei veste la maglia della nostra nazionale, l'italia ha trionfato sia agli europei 2007 che come gia detto nella World Cup appena terminata.
La Aguero nonostante un altezza non eccezionale (178 cm) è dotata di una straordinaria elevazione che le consente di arrivare a schiacciare e murare ad altezze eccezionali (330 cm e 312 cm), questa sua dote le permette di arrivare più in alto di giocatrici di statura superiore alla sua. All'inizio della carriera giocava nel ruolo di palleggiatrice, poi convertita ad opposto, tuttavia Tai è capace di ricoprire più o meno tutti i ruoli e questo la trasforma di fatto in una universale eccezionale.
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