Ai massaggiatori il compito di prendersi cura della muscolatura degli atleti prima e dopo gli sforzi della tappa ma anche il delicato compito di organizzare la logistica della squadra e fornire assistenza in corsa ai corridori nelle fasi del rifornimento. Spetta ai massaggiatori posizionati al rifornimento il compito fondamentale di passare acqua e viveri ai corridori. Il massaggiatore si trasforma così in una sorta di “gregario senza bici”, l’uomo in più, quello che a volte può fare la differenza.
“Ecco McEwen – dice Del Gallo -, il nostro uomo jet per le volate”, borraccia consegnata. “Ecco Mazzanti fedele scudiero di Pippo che ha il compito di recuperare la borraccia per il suo capitano” pacco consegnato. “Arrivano i russi Petrov e Ignatiev che scortano Karpets, il nostro uomo per le grandi salite”. Uno alla volta sfrecciano tutti gli alfieri del Team Katusha. “C’è chi vuole solo acqua fresca – spiega Del Gallo - chi preferisce il tè e chi un integratore salino. Ognuno ha le sue preferenze”.
Quello del rifornimento è un meccanismo perfetto, si svolge tutto in poche frazioni di secondi. Il gruppo arriva a velocità altissima, i corridori cercano con lo sguardo il massaggiatore a bordo strada che per farsi riconoscere indossa la divisa della squadra, allungano la mano afferrano la borraccia, una borraccia tutta rosa quella realizzata per il Giro d’Italia da Elite per il Team Katusha, e via di corsa come nel passaggio di testimone tra i frazionisti di una staffetta 4X100.
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