Gara surreale a Motegi e decisamente a eliminazione. Poteva essere il momento del riscatto per tanti, viste le occasioni che si sono create man mano che la gara è andata avanti, e invece l'unico che ne approfitta davvero è lo scaltro Daniel Pedrosa, che non sbaglia nulla e mostra ancora a tutti quanto possa essere pericoloso se è in buone condizioni di forma.
La gara perde subito dopo il warm up Karel Abraham, che non ottiene il permesso di gareggiare da parte dei medici ancora per gli strascichi della caduta di due settimane fa, che gli ha provocato una commozione cerebrale. Non sta bene nemmeno Ben Spies, alle prese con un'intossicazione alimentare che gli fa passare momenti bruttissimi prima della partenza per il Giappone e poi anche durante le prove, con malori pericolosi.
Dalla pole parte Casey Stoner (la sua decima stagionale), mentre per una volta Valentino Rossi, quarto nel warm up della mattina giapponese, è settimo in griglia e non deve lanciarsi in improbabili rimonte. Tutto inutile: dopo una partenza lampo delle tre Honda Repsol, il Dottore cade alla seconda curva. La dinamica non è del tutto chiara, ma sembra che ci sia un minimo di responsabilità da parte di Jorge Lorenzo, che non mantiene una traiettoria lineare in curva, lo tocca leggermente e lo spinge ancora più all'esterno, schiacciandolo tra sé e Ben Spies. A questo punto il pilota Ducati perde inevitabilmente l'equilibrio e cade nell'urto con Spies.
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La gara perde subito dopo il warm up Karel Abraham, che non ottiene il permesso di gareggiare da parte dei medici ancora per gli strascichi della caduta di due settimane fa, che gli ha provocato una commozione cerebrale. Non sta bene nemmeno Ben Spies, alle prese con un'intossicazione alimentare che gli fa passare momenti bruttissimi prima della partenza per il Giappone e poi anche durante le prove, con malori pericolosi.
Dalla pole parte Casey Stoner (la sua decima stagionale), mentre per una volta Valentino Rossi, quarto nel warm up della mattina giapponese, è settimo in griglia e non deve lanciarsi in improbabili rimonte. Tutto inutile: dopo una partenza lampo delle tre Honda Repsol, il Dottore cade alla seconda curva. La dinamica non è del tutto chiara, ma sembra che ci sia un minimo di responsabilità da parte di Jorge Lorenzo, che non mantiene una traiettoria lineare in curva, lo tocca leggermente e lo spinge ancora più all'esterno, schiacciandolo tra sé e Ben Spies. A questo punto il pilota Ducati perde inevitabilmente l'equilibrio e cade nell'urto con Spies.
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