20 novembre 2009

Processo Calciopoli - Zeman accusa Moggi

"Ma Lei, Zeman, quanti titoli ha vinto in carriera?". La domanda parte dai banchi della difesa e l'obiettivo, abbastanza palese, è quello di contraddire la tesi ribadita in aula dall'allenatore boemo secondo cui a mettersi di traverso sulla strada del successo (o "rovinare", come più efficacemente spiega egli stesso) è stato il sistema Moggi. E Zdenek Zeman non si scompone accennando appena un sorriso: "Zero tituli... sempre grazie al sistema", ha replicato citando la celebre battuta di Mourinho.

L'esistenza del presunto "sistema" che avrebbe condizionato per anni il calcio italiano, determinando gli esiti dei campionati, è stata al centro della deposizione del tecnico, interrogato oggi in qualità di testimone al processo di Calciopoli in corso davanti alla nona sezione del tribunale di Napoli. Zeman ha sostenuto che i suoi guai hanno avuto inizio quando denunciò la vicenda doping in cui fu coinvolta la Juventus: "Io ho allenato in pace fino al '98". Fu vittima di una attività tendente a screditarla e danneggiarla? chiede il pm Giuseppe Narducci. "Mi hanno fatto passare per lo scemo del paese...", risponde, illustrando la situazione di ostracismo di cui sarebbe stato vittima: "Si è scoperto che Moggi non mi voleva in squadre tipo Bologna e Palermo". E quando ebbe l'incarico di allenare il Lecce, il vicepresidente della società pugliese Moroni "fu rimproverato perché mi aveva preso", dall'altro ex dirigente juventino imputato in questo processo, Antonio Giraudo.

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