C'è un ritornello minimizzatore, in tutte le dichiarazioni dei milanisti a chiosa del pareggio di Lecce, il secondo consecutivo dopo il faticato 4-4 del Meazza con l'Udinese, il secondo accompagnato da un gioco improvvisamente pieno di lacune, il secondo che rallenta parecchio la corsa della capolista: "Comunque siamo sempre primi in classifica". Lo hanno ripetuto Galliani, Allegri, Seedorf e Nesta, quasi che il totem del primato fosse di per sé sufficiente a scacciare i cattivi pensieri e le avversarie che si avvicinano, la temuta Inter di Leonardo in particolare. Ma dalle parole degli stessi protagonisti - Allegri e Seedorf sono quelli che si impegnano nell'autocritica più convinta - affiora anche la consapevolezza che l'1-1 in casa di una squadra in zona retrocessione, costruita con un budget trenta volte inferiore, non può essere catalogato alla voce "incidente di percorso". La frenata è stata brusca e l'andamento della serata rende legittime le preoccupazioni. Il Lecce era stato schierato da De Canio per difendere lo 0-0 il più a lungo possibile e il gol inventato da Ibrahimovic all'inizio del secondo tempo creava dunque le migliori condizioni per portare in porto senza molta fatica una vittoria magari non luccicante, ma utile alla causa dello scudetto: la storia del campionato italiano è ricca di episodi del genere. Invece il cinico Milan di Allegri, quello degli 1-0 fondati sulla priorità della fase difensiva, è improvvisamente sparito da questi schermi. E' bastato
l'ingresso di uno straniero di lungo corso e di seconda schiera - il trentaquattrenne uruguaiano Giacomazzi - per confondere una difesa diventata di colpo vulnerabile: gli errori a catena sul corner del gol di Olivera, altro uruguaiano non di primo pelo né di prima scelta, non sono isolati, visto che sull'azione precedente Amelia era stato salvato dal palo.
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l'ingresso di uno straniero di lungo corso e di seconda schiera - il trentaquattrenne uruguaiano Giacomazzi - per confondere una difesa diventata di colpo vulnerabile: gli errori a catena sul corner del gol di Olivera, altro uruguaiano non di primo pelo né di prima scelta, non sono isolati, visto che sull'azione precedente Amelia era stato salvato dal palo.
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