15 aprile 2011

Insulto omofobo all'arbitro e Kobe Bryant viene multato di 100.000 dollari

E' martedì 12 aprile, penultima giornata di regular season. I Lakers, reduci da 5 sconfitte consecutive, ospitano i San Antonio Spurs in una partita che avrebbe poco da dire se non fosse una sorta di possibile accoppiamento delle Finals della Western Conference: alla metà del terzo quarto, dopo un non-fischio, Kobe Bryant riceve un tecnico per proteste. Immediatamente richiamato in panchina, la stella dei Lakers sfoga la sua frustrazione lanciando per terra un asciugamano e borbottando qualche parola irripetibile di quelle che iniziano con la "f...". Labiale comprensibilissimo, mentre le telecamere indugiano su di lui.

L'offesa, rivolta all'arbitro Bennie Adams, non passa inosservata agli alti vertici della NBA, e il commissioner, David Stern, commina una multa da 100.000 dollari a Kobe per gli insulti omofobi.

"Quello che ho detto - si è poi scusato Bryant - non era da intendere alla lettera. Ma è comunque sbagliato".

"La pallacanestro è uno sport con emozioni e adrenalina - la tesi di Stern - ma ci sono certe parole che non possono essere tollerate", insiste il commissioner invitando le stelle della NBA a tenere un comportamento adeguato in campo, soprattutto quando ci sono tanti bambini che li osservano in televisione prendendoli come modelli di vita.

fonte: Eurosport
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