Contro la rielezione di Ahmadinejad si è schierata anche la nazionale di calcio. Un segno di protesta che nella storia dello sport ha avuto precedenti illustri. Da Mohammed Ali a Imke Duplitzer, senza dimenticare i pugni neri di Carlos e Smith.Verde come la speranza, verde come un campo da gioco, verde come le fasce che hanno indossato alcuni calciatori della nazionale iraniana per protestare contro la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. Sport e politica si incontrano ancora, o meglio si scontrano e lo fanno questa volta ad una partita di qualificazione al Mondiale di calcio del 2010.
Nello stadio di Seul, la nazionale iraniana doveva battere la Corea del Sud per sperare ancora di passare il turno, ma in campo si giocava contemporaneamente un'altra partita. Alcuni giocatori iraniani si sono presentati con qualcosa di verde sulla casacca bianca d'ordinanza, protesta che si è aggiunta a quella sugli spalti, dove capeggiavo striscioni inneggianti a Mousavi e cartelli che chiedevano "Where is my vote?". Tra il primo e il secondo tempo qualcuno si è tolto la fascia e sul perché del ripensamento ci sono solo supposizioni.
Ci ha pensato però Ali Karimi, il trentunenne calciatore beniamino indiscusso d'Iran, che si è conquistato il soprannome di Maradona d'Asia, a pareggiare i conti. Lui, che almeno quanto a temperamento ha dimostrato di reggere il confronto con Diego, di fasce verdi ne ha indossate addirittura due, nel caso in cui non fosse stato chiaro da che parte stesse. Il 'no' alla rielezione di Ahmadinejad insomma è arrivato forte e chiaro anche dallo sport più popolare nella terra degli ayatollah.
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